Il primo Reagan: da Tampico alla California

La prima lettera che scrisse appena uscito dallo Studio Ovale fu a Richard Nixon, nel 1989 ancora il presidente in perenne purgatorio della Storia, che gli aveva consigliato di negoziare con Mikhail Gorbaciov. Acclamato e detestato in tutto il mondo, chi più di tutti si impegnò a porre fine alla Guerra Fredda, Ronald Reagan, allaContinua a leggere “Il primo Reagan: da Tampico alla California”

Sinistra occidentale: crisi identitaria e giravolte

Il crollo del Muro di Berlino – e l’automatica certificazione del fallimento dei comunismi, nonché del Comunismo – fu da una parte una grande opportunità per la sinistra occidentale, ma dall’altra la mise in profonda crisi. Ciò che emerse da questa dicotomia fu la cosiddetta Terza Via, esemplificata da figure come Tony Blair, Bill Clinton,Continua a leggere “Sinistra occidentale: crisi identitaria e giravolte”

Il Muro che cadde due volte: Antonio Polito e la grande illusione dei post-comunisti

Nel suo Il Muro che cadde due volte (Solferino, 2019) Antonio Polito ha avuto il coraggio di guardarsi allo specchio e parlare con sincerità al lettore, riconoscendo l’illusione comunista in cui ha creduto sin da ragazzo; illusione che d’altra parte molti giustificano ancora oggi. Non si tratta solo di prendere le distanze dal Comunismo inContinua a leggere “Il Muro che cadde due volte: Antonio Polito e la grande illusione dei post-comunisti”

La crisi dei liberalconservatori e dell’Europa

«Nei prossimi vent’anni i sistemi sociali – welfaree sanità – falliranno ed esploderanno»: è drastico Paolo Pamini nel suo intervento di apertura della conferenza “Liberalconservatorismo 2.0. Un’idea attuale e percorribile?” (organizzata dalla LPU, Law and Politics in USI), tenutasi all’Università della Svizzera Italiana nella serata di martedì 26 marzo. In sala – in un «covoContinua a leggere “La crisi dei liberalconservatori e dell’Europa”

Vita, morte e (pochi) miracoli dei partiti

I partiti sono morti? E in caso contrario, “come se la passano” per dirla in linguaggio giovanile (giovani spesso e troppo assenti dal dibattito politico)? Certamente non bene: è fin troppo nota la pesante e lacerante disaffezione – quella delle generazioni più fresche in primis, appunto – nei confronti della politica, vista come un’immensa mangiatoriaContinua a leggere “Vita, morte e (pochi) miracoli dei partiti”