Il terrorismo domestico del Sessantotto francese

«Ciò che attualmente caratterizza la nostra vita pubblica è la noia. I francesi si annoiano. Essi non partecipano né da vicino né da lontano alle grandi convulsioni che scuotono il mondo.» Celebre l’incipit dell’articolo su Le Monde (15 marzo 1968) a firma di Pierre Viansson-Ponté, che non rivelava esattamente una lungimiranza folgorante in merito aContinua a leggere “Il terrorismo domestico del Sessantotto francese”

Napoleone 200 anni dopo: commemorare, non celebrare

Commemorare, non festeggiare. È già qualcosa nell’epoca della cancel culture, dove il passato viene interpretato con gli occhi del presente, dove la ghigliottina della morale attuale taglia la testa a quella trascorsa. Di ghigliottine ne sapeva qualcosa Napoleone Bonaparte – morto due secoli fa, il 5 maggio del 1821 – che dopo il periodo delContinua a leggere “Napoleone 200 anni dopo: commemorare, non celebrare”

USA-URSS-EU: Thatcher e gli incontri di politica estera

Ronald Reagan si era insediato da poco più di un mese alla Casa Bianca. Stupore mondiale. L’ex attore di Hollywood che apriva il decennio che avrebbe concluso l’era del mondo a blocchi, fu accolto con diffidenza dai leader mondiali del tempo. Non da Margaret Thatcher, Primo Ministro britannico, a Downing Street da un paio diContinua a leggere “USA-URSS-EU: Thatcher e gli incontri di politica estera”

Charles De Gaulle, l’eroe-garanzia tra la guerra e l’Europa

Il 2020 è un anno importante per Charles De Gaulle: sono passati centrotrent’anni dalla nascita, cinquanta dalla morte e ottanta dal discorso alla BBC dall’Inghilterra quando da ufficiale per lo più sconosciuto faceva appello «ai francesi che vogliono restare liberi» contro il governo fantoccio di Vichy durante la Seconda Guerra Mondiale. Capo del governo provvisorioContinua a leggere “Charles De Gaulle, l’eroe-garanzia tra la guerra e l’Europa”

La fine della guerra e le conseguenze del nuovo mondo

Lunedì 7 maggio 1945: per conto del nuovo governo nazista dell’ammiraglio Karl Dönitz, il capo di Stato maggiore Alfred Jodl si arrese incondizionatamente alle potenze alleate a Rheims. Allora, un settimo delle forze armate del Terzo Reich non era tedesco: il grande impero nazista che doveva durare millenni, naufragò a causa della propria ingordigia territorialeContinua a leggere “La fine della guerra e le conseguenze del nuovo mondo”

Emil Hácha, traditore o patriota?

Emil Hácha è uno dei personaggi più controversi della storia di questo Paese. Traditore o patriota? Ripensando alla tragica parabola che lo ha consegnato alla storia, possiamo dire che probabilmente non fu né l’uno, né l’altro. Necessariamente, per parlarne, occorre partire da lontano, vale a dire dagli “accordi” di Monaco del settembre 1938, quando Germania,Continua a leggere “Emil Hácha, traditore o patriota?”

Churchill a Downing Street, Hitler a Parigi

Il 10 maggio di ottant’anni fa fu un giorno cruciale per la Storia europea, nonché per gli esiti della guerra scatenata dalla Germania nazista nel settembre 1939. Mentre la Wermachtl anciava l’operazione per la conquista della Francia, Winston Churchill diventava Primo Ministro britannico, subentrando a Neville Chamberlain. Era la fine simbolica della politica dell’appeasement, dallaContinua a leggere “Churchill a Downing Street, Hitler a Parigi”

Saga Brexit e caos: dolcetto o scherzetto?

Non sappiamo ancora cosa rappresenterà nel lungo termine Brexit per il Regno Unito e l’Europa. Altro che “Downtown Abbey”: la saga “Brexit” (rinnovata almeno per il 31 gennaio prossimo) continua a catturare l’attenzione degli agenda setters di tutto il mondo. Nel giorno di Halloween – quando Londra avrebbe dovuto staccarsi da Bruxelles – è legittimoContinua a leggere “Saga Brexit e caos: dolcetto o scherzetto?”

La cultura umanistica come antidoto al presentismo scolastico

C’era una volta la scuola del futuro: no, non si tratta di un ossimoro. Non solo perché certe volte, per come è gestito, il sistema scolastico non sembra preparare adeguatamente al futuro – dimostrandone gli aspetti più farraginosi e manzonianamente ottocenteschi ed arcaici – ma anche perché senza dubbio necessita in molti paesi europei modificheContinua a leggere “La cultura umanistica come antidoto al presentismo scolastico”