Jean-François Revel e le provocazioni di un liberalconservatore

Ne Il richiamo della tribù, Mario Vargas Llosa definisce Jean-François Revel – scomparso il 30 aprile del 2006, quindici anni fa – un Albert Camus o un George Orwell dei nostri tempi; uno scrittore-filosofo che sferrò dure critiche alla sinistra dove militò in gioventù. Revel è stato un intellettuale protagonista della vita pubblica francese dellaContinua a leggere “Jean-François Revel e le provocazioni di un liberalconservatore”

Camus e Praga, fra letteratura, viaggi e misteri

Albert Camus (1913–1960) affascina da sempre. La sua opera multiforme, la sua esistenza tumultuosa, il suo anticonformismo, la sua complessa personalità, forse anche gli interrogativi sulla sua morte, contribuiscono a imprimere in molti l’interesse verso questo autore, premio Nobel per la letteratura ad appena quarantaquattro anni. Nonostante lo stato di salute precario, l’avanzare dei totalitarismiContinua a leggere “Camus e Praga, fra letteratura, viaggi e misteri”

Sinistra occidentale: crisi identitaria e giravolte

Il crollo del Muro di Berlino – e l’automatica certificazione del fallimento dei comunismi, nonché del Comunismo – fu da una parte una grande opportunità per la sinistra occidentale, ma dall’altra la mise in profonda crisi. Ciò che emerse da questa dicotomia fu la cosiddetta Terza Via, esemplificata da figure come Tony Blair, Bill Clinton,Continua a leggere “Sinistra occidentale: crisi identitaria e giravolte”

Albert Camus, straniero assurdo e controcorrente

Albert Camus – antifascista convinto (nel 1933 aveva aderito al movimento Amsterdam-Pleyel) e anti-totalitarista («La libertà non è che una possibilità di essere migliori, mentre la schiavitù è certezza di essere peggiori») non era il classico intellettuale francese della seconda metà del secolo scorso. Era uno straniero. Un intellettuale irregolare: scomodo nella sua categoria diContinua a leggere “Albert Camus, straniero assurdo e controcorrente”